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Schachner eroe dell'attacco  del Cesena

Con la maglia del Torino dove giocherà 85 gare

Prohaska con Hansi Muller nella stagione dello scudetto giallorosso

1980 : SI RIAPRONO LE FRONTIERE ARRIVANO SCHACHNER E PROHASKA

AUSTRIA JA,JA...

Due acquisti che fanno sognare i tifosi; per Schachner soddisfazione con Cesena e Torino, per Prohaska uno scudetto con la Roma ed una Coppa Italia con l'Inter

Dopo tanti anni si riaprono le frontiere calcistiche nel nostro paese, è l’inizio di una specie di “febbre” che dilaga su tutto il nostro calcio; i tifosi aspettano il campione che può cambiare la squadra , i presidenti mandano loro fiduciari in tutto il mondo a cercare di fare affari, la stampa presenta decine di calciatori da acquistare ad occhi chiusi.

E’ la stagione 1980-81 ed ovviamente sono ricercatissimi gli attaccanti e i registi ed ecco che nella prima ondata di stranieri, due vengono pescati non lontanissimi, ma nella vicina Austria.

Sono passati solo due anni dall’ottima  performance nei mondiali argentini della compagine austriaca, dove nel girone di semifinale misero in difficoltà la nostra compagine e la fortissima Olanda. Un giocatore, Krankl, giocherà subito nel campionato spagnola con il Barcellona, ma alla riapertura delle frontiere ecco due nazionali che vengono subito acquistati : Walter Schachner ed Herbert  Prohaska .

Walter nasce a Leoben (Austria) il primo febbraio 1957, la squadra dove cresce calcisticamente è il Donawitzer SV Alpine e dove rimane fino al 1978, anno in cui parteciperà anche alla Coppa del Mondo in Argentina. In 75 gare metterà a segno 55 reti. L'anno successivo passerà nelle fila della più gloriosa Austria Vienna e vi rimarrà fino al 1981 giocando 101 gare ufficiale e segnando la bellezza di 72 reti. Insomma, siamo di fronte ad un vero goleador.

La stagione che culminerà con il "Mundial" spagnolo è importantissima e Walter sceglie la scommessa italiana per prepararsi all'evento, infatti accetterà la proposta fattagli dal Cesena.

 In maglia bianconera rimarrà per due stagione, fino al termine della stagione 1982/83, giocando 58 gare e segnando 17 reti. A Cesena Schachner era diventato un vero e proprio idolo, i tifosi in suo onore dettero vita alle “Weisschwarz Brigaden” (Brigate Bianconere in lingua tedesca).

Schachner ha convinto l’opinione calcistica nostrana, e sul mercato è ricercatissimo al punto che il Torino vede il lui il bomber che può fare la differenza e poi non costa come i campioni brasiliani o argentini. Con i granata fu di nuovo proiettato in una realtà più europea, come già gli era capitato ai tempi dell'Austra Vienna.

La sua avventura in maglia granata rappresenta la sua più importante occasione italiana e per varie motivi le speranze saranno disilluse. La squadra stava affrontando un lento ma graduale declino pur mantenendosi sempre fra le prime del campionato.

Nel Toro Schachner avrà la possibillità di giocare insieme a calibri quali Junior, Dossena, Lentini, Zaccarelli e Cravero, solo per citarne alcuni. Ma come detto, pur vantando giocatori di categoria il Toro di quegli anni è in una parabola discendente.

 

Nel 1984/85 il Torino di Schachner, guidato da Gigi Radice, si piazzerà secondo dietro al Verona di Bagnoli. Nonostante il lusinghiero risultato, tutto questo non servirà a fermare la tendenza e l'anno successivo Walter accetterà il trasferimento ad Avellino. Con la maglia granata avrà totalizzato 85 gare e 18 reti. Con la casacca biancoverde rimarrà per due stagioni, fino alla conclusione del campionato 1987/88 senza per altro ottenere grossi risultati, alla fine saranno 48 gare e 13 reti.

A questo punto si conclude l'avventura italiana di Walter Schachner, tornerà in Austria per appendere gli scarpini al chiodo all'età di 42 anni, infatti giocherà ancora per 10 anni, girovagando un po' per tutta l'Austria (Sturm Graz, FC Salzburg, Grazer AK, VSE St. Pölten, SR Donaufeld, Alpine Donawitz, DSV Leoben, FC Tirol Innsbruck, ASK Kottingbrunn, Eintracht Wels). come calciatore alla fine della carriera vanterà anche 64 presenze e 23 reti nella Nazionale Austriaca

 

Herbert  Prohaska arriva in Italia con un curriculum da invidiare. Con l’Austria Vienna aveva vinto già quattro titoli nazionali e tre coppa di lega. L’Inter  di quel periodo ha appena vinto il suo dodicesimo scudetto sotto la guida di Bersellini e,svanita la trattativa con Platini,  si cerca un centrocampista tecnicamente esperto, e queste doti sono basilari nel baffuto giocatore austriaco.

La grande chance neroazzurra è il ritorno a giocare la Coppa dei Campioni, dopo quasi diciotto anni. Arriverà in semifinale e più la sfortuna che la bravura degli avversari la porteranno ad una eliminazione a favore del Real Madrid.

In campionato la squadra di Bersellini rimane in secondo piano ad assistere alla sfida Roma-Juventus per il titolo nazionale arrivando al quarto posto, ma Prohaska gioca un ottimo campionato e viene riconfermato per la stagione successiva, dove vincera la Coppa Italia.

L’Inter apprezza il giocatore ma con l’avvento del secondo straniere sembra che non ci sia più posto in squadra per lui. Bravo ma superato dal desiderio della tifoseria e della società di qualche campionissimo che può far sognare lo scudetto.Vine acquistato il nazionale tedesco Hansi Muller, mentre il secondo straniero sarà Juary, primo acquisto dell’Avellino, per una cessione dell’austriaco che lascerà non pochi rimpianti.

La Roma di Liedholm apprezza il giocatore, serie e tenace e la “svendita” interista la trasforma in un ottimo affare.

Con lui arriverà il tanto sognato secondo scudetto; Herbert è titolare con 26 partite e tre reti.

I motivi che però pochi mesi prima l’avevano messo alla porta dell’Inter, sono gli stessi che costringono il presidente Viola a cederlo; il nostro campionato permette solo due stranieri e la Roma ha messo le mani sul Cerezo, per un coppia brasiliana insieme a Falcao che fa sognare i giallorossi pronti per l’imminente Coppa dei Campioni.

Torna a casa nell’Austria Vienna dove giocherà ancora sei stagioni, continando ad essere titolare in nazionale.

Nel 2003 una grandissima soddisfazione per Herbert viene dalla propria lega che lo nomina come il più forte giocatore austriaco degli ultimi 50 anni.