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La copertina dell' Intrepido da cui è tratta questa intervista
Dopo il debutto nel 69-70 con il Varese la stagione successiva debutta nella Juventus 1975 : Bettega è già protagonista in nazionale
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IN DIRETTA CON IL PASSATO : ROBERTO BETTEGA Prima di Essere Bobby-Gol RACCATAPALLE NELLA JUVENTUS, LE GIOVANILI E IL SUCCESSO IN B CON IL VARESE E POI IL GRANDE DEBUTTO NELLA SQUADRA BIANCONERA
Roberta Bettega, juventini come lui ce ne sono pochi. E non solo perché con i suoi gol, quasi sempre esaltanti, ha contribuito a far della sua squadra l’asso pigliatutto, ma per la sua assoluta semplicità, la cortesia e l’assoluta realtà. Nella Juventus ha cominciato giovanissimo: “Avevo solo nove anni quando mio padre mi accompagno allo stadio e nell’intervallo abbiamo sentito che cercavano bambini per il NAGC. Il giorno siamo andati alla selezione e sono stato accettato. Incomincia a dare i primi calci al “Combi” e la domenica facevo il raccattapalle a Sivori e a Charles…quest’ultimo è stato il mio campione preferito, e ed ora, non voglio che dicano che gli assomiglio, andiamoci piano…John è stato un campione troppo bravo in tutto. All’inizio giocavo come mediano laterale e così incominciai fra i giovanissimi. A quattordici anni lasciai il NAGC per la trafila delle squadre minori e nella squadra allievi l’allenatore Grosso intuì la mia inclinazione come goleador. Un giorno mi disse che dovevo provare a giocare all’ala destra perché dimostravo un temperamento d’attaccante. Andò bene e poi giocai come centravanti, in difesa non tornai più. Poi la “Primavera” e poi la “De Martino”, ma non credevo che la mia carriera andasse poi così di corsa. Credevo di cominciare in serie C o D invece all’epoca la Juventus aveva chiesto al Varese Leopardi. I lombardi volevano Zigoni, ma la dirigenza nicchiò offrendo infine io e Bonci. Andai a Varese ricco di entusiasmo, anche perché ero stato ceduto in comproprietà, ma all’inizio i tecnici mi dissero che avrei giocato poco, in modo che successivamente sarei stato riscattato per pochi soldi… Ma in campionato le cose andarono diversamente; le due punte Braida e poi Corradi si infortunarono in pochi giorni così alla quinta di campionato Liedholm mi fece esordire con il Modena. Alla fine del torneo disputai trenta incontri segnando ben tredici gol, altro che panchina! La Juventus mi riscattò ma avevo paura di non giocare; in quel periodo ci furono ottimi acquisti come Capello e Landini dalla Roma. Invece Picchi ebbe subito fiducia in me e debuttai con il Catania e realizzai il gol della vittoria. Così comincia la mia carriera con la Juventus, una squadra che spesso ha “ucciso il campionato”. In molti dicono “squadra aiutata”, “arbitri che vedono troppo o troppo poco”… tutte favole! La Juventus è una squadra che ha sempre dimostrato di essere una formazione di primo ordine, che può aspirare a trofei più esaltanti! Lo so. E’ quasi uno scotto da pagare, che vince di solito non è simpatico…ma la realtà e diversa, le vittorie sono sempre frutto di sacrificio, rinuncia ,lotta.” da "Intrepido" n.13 del 27 marzo 1975 |