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Boniek con la maglia della Roma, dove giocherà due stagioni
Simbolo del calcio polacco per più di dieci anni, ha giocato tre mondiali LA TABELLA ITALIANA DI BONIEK
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L'EROE POLACCO DEL NOSTRO CALCIO ZIBI BONIEK Giovane
protagonista del calcio internazionale, nella Juventus con Platini vince
tutto per poi passare nella Roma dove sfiora la scudetto Zbigniew "Zibì" Boniek, nasce il 3 marzo 1956 a Bydgoszcz (Polonia), e debutta giovanissimo nella squadra locale dello Zawisza ma subito viene acquistato dalla Widzew Lodz, una delle più interessanti squadre polacche. Dimostra le sue grandi dote fisiche, un calciatore veramente instancabile e questa sua funzione di autentico motore della squadra gli apre a soli ventidue anni le porte della nazionale e viene convocato per la Coppa del Mondo in Argentina. Due anni dopo il primo incontro con la squadra che lo lancerà nel panorama internazionale, la Juventus. E’ il 1980 e la squadra di Zibi supera i bianconeri nel corso del secondo turno della Coppa UEFA. Ormai è una calciatore di prima grandezza, e lo dimostra nel mondiale spagnolo del 1982. Grandissimo contro il Belgio ma una doppia ammonizione gli costa la squalifica nella determinante semifinale contro l’Italia. La sua assenza sarà decisiva, ma sta per incominciare l’avventura nel nostro paese. Su indicazione di Agnelli viene acquistato insieme a Platini per una Juventus già fortissima ricca dei neo campioni del mondo, il tutto per la volontà di Boniperti che vuole costruire una squadra mitica. Giocherà tre stagione in maglia bianconera e l’appello che gli viene coniato da Gianni Agnelli, ovvero “Il bello di notte” sicuramente è amaro e non rispecchia le indiscusse doti di questo atleta. Il tutto nasce per le ottime partite che vengono giocate in notturna, all’epoca erano ovviamente quelle delle coppe europee, dove Boniek trascina la squadra dando spettacolo con tecnica eccelsa, la stessa che per molti non compare la domenica pomeriggio. La Juventus aveva in lui un giocatore di potenze e di penetrazione contro le difese avversarie che per marcare lasciavano grandi spazi ottimi per il gioco tecnico di Platini e per gli inserimenti di Paolo Rossi. La squadra appare fortissima; Boniek entra in sintonia perfetta con il genio di Platini e i risultati si vedono subito; il Comunale di Torino è spettatore di scambi perfetti e di splendide conclusioni a rete. La Juventus con il polacco e pronta a vincere tutto, in Italia e all’estero; in Coppa Campioni arriva alla finale imbattuta superando anche i campioni inglese uscenti dell’Aston Villa; in campionato si preannuncia un felice riconferma ma alla fine le cose andranno molto diversamente. La Juventus viene beffata nella triste finale di Atene contro l’Amburgo ed in campionato è la Roma che si fregia meritamente dello scudetto. Unica consolazione è la vittoria in Coppa Italia, poco per una squadra che aveva altri obiettivi. La stagione seguente deve essere quella decisiva e lo sarà. Boniek è assoluto protagonista e l’accoppiata scudetto-coppa Internazionale arriva. Sarà lui decisivo nella finale della Coppa delle Coppe a Basilea contro il Porto; dopo la rete di Vignola e il pareggio avversario, ecco il gol della vittoria che porta la sua firma. Arriva il momento della verità, la Coppa Campioni e il “bello di notte” e i suoi compagni non falliranno; tutti sanno che la finale sarà contro il Liverpool, la squadra inglese da anni protagonista della Coppa Campioni. La sfida con gli i “red” viene anticipata dalla SuperCoppa UEFA. E’ un autentica prova generale per prendere le misure degli avversari e a Torino, in un campo dove la neve spalata circonda i giocatori, Boniek si invola in quei contropiedi che sono il simbolo della sua forza calcistica. Una lunga sgroppata calciando un inusuale pallone arancione per travolgere gli avversari e segnare il gol che vale una coppa e forse una importante promessa. Boniek vive il suo momento migliore e la Coppa andrà alla Juventus in una serata drammatica che segnerà anche la fine del giocatore con la società bianconera. La Roma di Dino Viola, che ha troncato tristemente la collaborazione con il “re” Falcao, cerca un uomo per far dimenticare il brasiliano alla tifoserie e specialmente, un autentico protagonista per rilanciare le ambizione della squadra. Boniek è l’uomo giusto e nella nuova Roma di Eriksson è subito in primo piano. E’ una seconda giovinezza per il polacco, che lascia la Juventus con amarezza, ma nella Roma troverà successo e un pubblico che subito lo ama. Con lui la squadra si riconferma grande e sarà solo la “corea giallorossa” contro il Lecce a privarlo di un altro scudetto. Si riparla di mondiale, il terzo per il polacco che ha ormai trentenne. La sua squadra non è più quella decisiva di quattro anni prima e ripescata come migliore terza nella fase eliminatoria, viene “sepolta” dal Brasile negli ottavi per quattro a zero. Il torneo 1986-87 e l’ultimo nel nostro paese; la Roma gioca un mediocre campionato di centro classifica. Per Boniek l’addio alla capitale rimpiazzato da due giocatori come Renato ed Andrade che lo faranno subito rimpiangere. Poi la carriera televisiva dove Boniek evidenzia tutta la sua arguzia ed intelligenza. Come in calcio non tira mai indietro la gamba a costo di farsi male dimostrando la sua personalità anche come opinionista. |