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Causio nella Juventus, dove vincerà ancora per un totale di sei scudetti
Mondiali del 1978, dove è protagonista impegnato contro la Germania Ovest
Con l'Udinese dove giocherà tre campionati Clicca quì per la prima parte della biografia di Franco Causio |
SECONDA PARTE DELLA BIOGRAFIA DEL "BARONE" FRANCO CAUSIO Titolare in azzurro e protagonista del mondiale 1978, viene ceduto all'Udinese. Giocherà la finale del 1982 per pochi minuti e concluderà la sua carriera nel Lecce e poi Triestina Dopo il mondiale del 1974, l’arrivo di Bernardini porta una grande rivoluzione nell’ambiente della nazionale e Franco Causio deve riconquistarsi sul campo quella maglia che aveva vestito nelle ultime partite del mondiale tedesco. La Juventus di quel periodo vince scudetti a ripetizione e sfiora anche il successo nella Coppa dei Campioni. Con Bearzot sulla panchina azzurra Causio ritorna ad essere titolare in azzurro ed è titolare indiscutibile negli incontri di qualificazione per l’Argentina. Nasce un rapporto di reciproca stima con Bearzot che durerà nel tempo. In campionato Causio è l’ala destra dei campioni d’Italia ma si crea anche una “rivalità” con Claudio Sala, suo alter-ego nel Torino. Sala viene proclamato il migliore calciatore per diversi campionati, dando il via ad una lunga serie di processi per un posto in azzurro. Bearzot conferma una piena fiducia a Causio, con un Italia pronta ai mondiale del 1978. Gli azzurri nelle prime partite giocano un grande calcio e Franco è protagonista del nostro attacco. La sua tecnica, la sua velocità e la sua ormai grande esperienza lo portano ad essere considerato uno dei migliori calciatori del torneo. Nella “semifinale” con l’Olanda con gli azzurri in vantaggio, stranamente Bearzot lo sostituisce con Claudio Sala. La partita si rovescerà per una triste sconfitta. Causio giocherà la finalina per i terzo posto, e segnerà di testa il momentaneo vantaggio azzurro. Intanto qualcosa si spezza nell’ambiente juventino e si gira più volte la voce che alla fine del torneo Causio sarà ceduto; si parla di Roma ed Inter ma alla fine rimane nei ranghi bianconeri. Agli europei italiani del 1980 Causio non gioca all’altezza della sua fama ed ormai ha superato i trenta anni. In azzurro sta per arrivare un calciatore altrettanto eccellente, Bruno Conti che debutta in nazionale 11 ottobre 1980 contro il Lussemburgo. Bearzot gli preferisce definitamene l’astro nascente giallorosso e per il “barone” non rimarranno che scampoli di partite in azzurro. Nella stagione 1980-81 la Juventus beffa la Roma e vince ancora il campionato; per Causio è il suo sesto scudetto, ma è anche l’addio alla maglia bianconera.In attesa di qualche campione straniero viene ceduto all’Udinese ed è Marocchino ha giocare al suo posto sulla fascia. I friulani sono una squadra ambiziosa ma che alla fine del torneo non occuperanno che posti di centro classifica. I mondiali del 1982 sono quelli del trionfo azzurro; Causio viene convocato fra i ventidue e Bearzot gli concede un segno di grande stima facendogli giocare gli ultimi minuti della finale vittoriosa contro la Germania. Con l’Udinese Causio diventa per un campionato anche la spalla di Zico, ma nonostante i tanti gol del campione brasiliano, l’Udinese non arriva che ad un modesto nono posto. Nel 1984 vive un'altra grande avventura; l’Inter lo vuole per rinforzare una squadra che ha fatto grandi acquisti come Rummenigge e il regista sarà il già quotato campione irlandese Brady. L’Inter che vuole vincere lo scudetto si deve però accontentare del terzo posto e l’anno dopo Causio torna nella giovane squadra della sua città, il Lecce appena promossa in serie A. Sarà un campionato deludente, la classe del “barone” non servirà per un mediocre prestazione che vedrà il Lecce all’ultimo posto con solo sedici punti. L'anno dopo va alla Triestina dove rimane fino al 1988, anno in cui termina la carriera. |