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Una delle prime foto di Rivera con la maglia dell'Alessandria nel 1959
Campionato 1960-61; gol di Rivera con il Torino; Vieri assiste alla rete
Il Milan edizione 1961-62, vincerà lo scudetto. Rivera è in piedi 4°da destra
Si festeggia nello spogliatoio dopo la conquista dello scudetto;Rivera e con il presidente Rizzoli |
L'INIZIO DELLA CARRIERA DI UNA LEGGENDA IL GIOVANE RIVERA Dal debutto all'Alessandria, al primo campionato non facile nel Milan, allo scudetto 1961-62 Parlare di Gianni Rivera, non è
facile. Si rischia sempre di cadere nel “già detto”, “già
scritto”, oppure di coniare per l’ennesima volta lodi e appellativi
sempre giustissimi.La sua storia comincia
ad Alessandria, città natia, dove cresce nella squadra locale e
debutta in seria A il 2 giugno 1959 contro l’Inter: Finirà 1 a 1. Lo stesso giocatore ricorda
quella partita come “il mio esordio no fu straordinario, non fu un
grande domenica, e non fu una grande domenica per la mezzala destra quella
volta, Rivera !”.La svolta della carriera arriva grazie a
Pedroni, vincitore con il Milan nel 1955 e ora speciale osservatore
che segnala al club rossonero questo giovane, gracile ma di grande
talento. Viani lo vede giocare e fiuta la stoffa del campione e l’affare
è concluso; Rivera sarà in comproprietà e giocherà ancora una stagione
nell’Alessandria, collezionando 25 presenze e 6 reti. In estate, ormai con la maglia
del Milan, Rivera strabilia alle Olimpiadi di Roma. L’Italia
giunge quarta in un torneo segnato dalla sfortuna ma è una squadra
zeppa di futuri campioni come Trapattoni, Radice e Salvadore. Il giovane
talento gioca come ala destra, poi sinistra. Poi la grande e storica svolta.
Nella stagione 1960-61 passa al Milan. I rossoneri di quel periodo sono
una squadra guidata da Viani che lotta per lo scudetto direttamente con la
Juventus e dove nella sue file gioca quella leggenda che porta il nome di
Juan Alberto Schiaffino. L’allenarsi e il giocare insieme al grande
uruguaiano porterà grandi insegnamenti al giovane Rivera, che alterna
grandi cose a partite spente per mancanza di energia. Nelle ultime partite della
stagione, con l’arrivo del caldo, giocherà partite incolore.Un torneo
che termina nella tristezza, lo scudetto viene vinto dalla Juve di Sivori
e Charles.Gianni sarà presente in trenta gare realizzando sei reti. Il
ruolo per Gianni è quello di mezzala sinistra, un ruolo offensivo.Il suo
fisico esile fa però già suscitare molti dubbi e l’anno dopo arriva
Nereo Rocco che lo vede troppo fragile e propone un prestito al Vicenza,
formazione ottima per “farsi le ossa”.Si parla anche di Juventus, ma i
bianconeri non sono interessati. Addirittura lo si vuole prestare al Boca
Juniors ! Alla fine Rivera si deve sedere
rimane in panchina, non giocando le prime partite. Rocco vuole
rivoluzionare la squadra; niente più Schiaffino e Liedholm ma giovani e
già maturi talenti insieme agli assi Greaves ed Altafini.La prima partita
della stagione la gioca con la maglia numero 7 contro la Sampdoria, la
settimana successiva rivesta il ruolo nell’ala contro l’Inter
strappando applausi a scena aperta.Vittoria del Milan per 3 a 1 e primo
posto in classifica insieme all’Atalanta.La svolta per Gianni è
l’abbandono dell’inglese Greaves, geniale ma indisciplinato cannoniere
della squadra, e l’arrivo dal Brasile del regista Dino Sani. Sarà lui
la mezzala destra e pronto a rifinire ed a attaccare ecco l’altra nuova
mezzala, Gianni Rivera In campionato però l’Inter si
allontana prendendo il “largo” arrivando a cinque punti di distacco
dai rossoneri.La rimonta termina a gennaio con i nerazzurri sconfitti a
Firenze per 4 a 1 e netto 3 a 0 per Maldini
e company con il Bologna.La Fiorentina è prima in classifica a pari
merito con le due milanesi.Alla 28sima giornata il 4 marzo la svolta del
campionato; big-match con la Fiorentina a S.Siro e vittoria per 4 a 1. La
prima rete proprio in apertura è di Rivera.La stagione sarò un crescendo di
soddisfazioni; “Ogni lunedì sui giornali mi ritrovavo riconosciuto come
un eroe nazionale; se indovinavo un passaggio ero paragonato a Schiaffino,
se azzeccavo un gol a Meazza…”. I rossoneri macinano il loro
avversari. Un 4 a 2 al Comunale con la Juve, un 4 a 0 con il Padova con
doppietta di Rivera e il la squadra di Rocco continua alla grande.Con il
Mantova vittoria con rete di Gianni e l’otto aprile 1962 è il grande
giorno; mancano due partite alla conclusione e il vantaggio sui viola
secondi in classifica è di tre punti; il Milan si impone per 4 a 2 con il
Torino, reti di Rivera, un autorete e doppietta di Altafini, mentre la
Fiorentina tracolla e Lecco.E’ festa per il giovane Gianni, il Milan è
campione d’Italia, il primo successo di un grande carriera.
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