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Rudd Gullit con il Milan tre scudetti
Nel 1987 gli viene assegnato il "Pallone d'oro"
Gullit nella Sampdoria, la squadre che lo riportò protagonista del nostro campionato |
PER TUTTI IL "TULIPANO NERO" RUDD GULLIT Atleta completo, calciatore eccellente con il Milan di Sacchi ha vinto tutto. Pallone d'Oro nel 1987 Quando
arrivò in Italia era un vero oggetto “misterioso”; del resto un
giocatore dalle treccine giamaicane e che ha detta di molti era uno dei più
forti giocatori olandesi, in un periodo di stasi del calcio arancione, non
poteva non porre qualche quesito. Simpatico,
istrionico ma grande protagonista Ruud Gullit nasce ad Amsterdam il 1°
settembre del 1962 e subito diede risposte alle tante domande; duttile al
punto da poter ricoprire tutti i ruoli possibili, da centravanti a
mediano, aveva una potenza atletica devastante e incontenibile. In
Olanda , bocciato dall’Ajax., incomincia a diciassette anni a giocare
nell’Haarlem dove vi impiegato come libero; poi l'enorme potenziale
atletico e l'impressionante falcata, correva i 100 metri in 11 secondi e 2
decimi, l'hanno trasformato in attaccante. Ruud
segna moltissimo e diventa subito protagonista
nel Feyenoord, dove giocherà fini al 1985 vincendo un titolo ed
una coppa nazionale, poi il passaggio al Psv Eindhoven; grazie alla sua
personalità e dinamicità porterà in breve tempo la sua formazione alla
vincita di due campionati in due anni. Il Milan intanto è in vena di
rinnovamento e Sacchi è il nuovo tecnico, grande scommessa di tutta la
dirigenza. Impossibile per lui, vecchio appassionato ed espero del calcio
olandese, non richiedere l’acquisto di due talenti come Van Basten e
Gullit. E’ un vero affare, considerando che il primo è infortunato è
quasi svenduto e che Gullit viene comprato a pochissimo, considerando i
già elevati costi dell'epoca. Saranno
i soldi meglio spesi del nostro calcio; incomincia una storia che vedrà
Rudd Gullit autentico mattatore del nostro campionato, un cultore
esasperato del bel gioco che ha ispirato il Milan di Sacchi e la nazionale
olandese; come una colonna portante, si piazzava in mezzo al campo, spesso
davanti alla sua difesa, e da lì orchestrava le azioni offensive facendo
sempre da punto di riferimento per i compagni. In Italia ha contribuito alle fortune del Milan collezionando tre scudetti, due coppe Intercontinentali, due coppe dei Campioni, due supercoppe Europee e tre supercoppe italiane. In più ha vinto il Campionato d'Europa con l'Olanda nel 1988 e gli è stato assegnato il Pallone d'Oro nel 1987. Per tutti un soprannome , il “Tuliano Nero”. Ricordiamo la sua doppietta nella finale di CoppaCampioni del 1989, culminata con un' autentica “zampata” da fuori area e come non dimenticare la sua rete nella finale di Coppa Europa contro l’URSS del 1988, un colpo di testa della stessa potenza di tiro ravvicinato! Nel
1993, dopo sei stagioni in rossonero, viene acquistato dalla Sampdoria;
sembra l’inizio della parabola discendente del grande campione che però
smentisce tutti. In blucerchiato si riconferma grande punto di forza della
squadra, in grado di ribaltare, a volte in extremis, situazioni
compromesse. Segna 16 gol in 31 partite e accompagna la squadra fino al
quarto posto in campionato. Gullit
torna a sorpresa protagonista del nostro calcio e l’anno dopo torna
in maglia rossonera. Ma l’idillio tra Milan e il campione
olandese è definitivamente concluso: dopo solo
otto partite il club di Silvio Berlusconi
lo cede definitivamente alla Samp. Poi l’avventura inglese nel
Chelsea dove torna a giocare come mediano, il suo primo ruolo. L’allenatore
Glen Hoddle diventa il direttore tecnico delle nazionale inglese e Rudd
divente allenatore – giocatore in una
formazione ambiziosa ricca di
campioni che con lui vince soltanto una F.A. Cup. Rudd incomincia una
carriera da allenatore, ma le soddisfazioni che avuto come calciatore
devono ancora arrivare.
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