GolCalcio.it

       

Jair nella stagione 1970-71, quella del suo quarto scudetto con l'Inter

 

Jair da Costa, 260 presenze e 69 gol con i neroazzurri

LO STRANIERO CHE HA VINTO DI PIU' NELL'INTER

JAIR DA COSTA

Riserva di Garrincha, ala destra dell'Inter di Moratti dove vincerà tutto. Tornerà in Brasile per giocare insieme al grande Pelè

Un brasiliano diverso da tutti gli altri, un numero sette, un ala destra e non un carioca centravanti o regista che potesse fare la differenza.  Jair da Costa nasce a Santo Andrè, il 9 luglio 1940 ed esplode giovanissimo nella squadre del Portuguesa de Desportos  a solo venti anni. Tutti pronosticano per lui una grande carriera.  In poco tempo arrivò a vestire la maglia della nazionale verde oro, un avventura che avrà vita molto breve. Infatti viene invocato a grande voce come nuova ala  del Brasile per i mondiali cileni del 1962. La stampa lo vede come autentico erede di Garrincha, leggenda non più giovanissima. Sembra quasi fatta per il giovane giocatore di colore, magro e forte fisicamente con un forte senso tattico e pronto anche alla rete.

Nell’ultima partita prima del mondiale il c.t. Moreira lo in squadra contro il Galles. Sembra che sia Jair il titolare per la coppa del mondo poi all’ultimo momento Moreira non vuole correre rischi e rispolvera il buon Garrincha, che sarà protagonista della seconda Rimet brasiliana. Per Jair un mondiale da vivere in panchina, ma i tempi più belli stanno per arrivare. Infatti Angelo Moratti, che vuole fare una grande squadra, lo acquista per la sua prima linea che vede già calciatori come Suarez, Corso e Picchi. Jair è un ala che crea gioco, velocissimo sulla fascia, ma spesso sa inserirsi come seconda punta. Herrera gli da molta fiducia e lo scudetto tanto atteso arriva subito. Incomincia la grande Inter dove Jair spicca per le dote quasi atipiche per un brasiliano. Dieci gol nella sua prima stagione, dodici nella seconda dove stabilisce il suo record personale, quella della finale persa contro il Bologna.

Arrivano altri due scudetti e anche le due vittorie in Coppa dei Campioni. La seconda, quella contro il Benefica a S.Siro è la sua partita più importante. In un campo ridotto ad acquitrino per le abbondanti piogge, tocca la palla della rete vincente. Un tiro sporco e maligno di Jair e la palla scivola nelle mani del portiere avversaria. E’ una rete storica e Jair è il suo protagonista. Le gesta di un giocatore che ormai con l’Inter vincerà anche due Coppe Intercontinentali, non sono sufficienti ad un suo richiamo nella nazionale brasiliana. La sua maglia infatti viene vestita da un giocatore molto simile a Jair, al punto che il suo nome si ispira proprio a lui, si tratta di Jairzinho. Nella stagione 1966-67 Jair perde il suo ruolo di titolare; Herrera vuole come ala destra Domenghini, astro nascente del nostro calcio. L’anno successivo lo  cede alla Roma, dove gioca un campionato incolore.

 E’ solo un arrivederci visto che Jair torna protagonista in nero azzurro l’anno dopo, appena Herrera lascia la panchina dell’Inter. Rimarrà fino al 1972, conquistando ancora un altro scudetto nel torneo 1970-71 arrivando così a quattro titoli nazionali. Dopo nove anni in nerazzurro, Jair lasciò l'Inter con un bottino di 260 presenze e 69 gol per tornare due anni a giocare nel Brasile con i mitici Santos. Si realizza il sogno sempre desiderato fin da giovane. Infatti Jair gioca a fianco del suo idolo Pelè, realizzando quella coppia che nella maglia verde oro non si era mai realizzata.  Le vittorie non sono finite. Sarà protagonista anche nella sua terra vincendo un campionato paulista nel 1973.

Conclude la sua carriera in Canada nei Windsor Star; nel 1974 Jair lascerà il calcio giocato, rimando il giocatore straniero dell’Inter che ha vinto di più.