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Marcello Lippi al debutto nel 1970 con la Sampdoria
Un giovane Marcello Lippi, ormai titolare nella Sampdoria nel 1974
Lippi quando allenava il Napoli
Il giorno dopo il trionfo, conferenza stampa con la Coppa del Mondo
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IL COMMISSARIO DEI CAMPIONI DEL MONDO MARCELLO LIPPI Difensore della Sampdoria, allenatori di successo nel Napoli e nella Juventus dove vince tutto; il successo azzurro, l'abbandono e il ritorno Il mare negli occhi e la passione per il calcio. Marcello Lippi è un lupo di mare mancato, o meglio, un allenatore realizzato. Del resto per chi nasce a Viareggio le due passioni si mescolano facilmente. Nato
il 12 aprile 1948 Marcello Lippi rappresenta la nuova immagine
dell’allenatore, non più limitato allo spogliatoi e alla scelte
tecniche ma un vero allenatore-manager. Lippi è un buon difensore, protagonisti dall’area di rigore, deciso ma tatticamente sempre molto valido. Incontra tutti i grandi campioni della sua epoca, limitandone al massimo la loro pericolosità. Anche Valcareggi comincia ad interessarsi a lui, in un mondo chiuso da dei giganti come Burgnich e Facchetti. Lippi accarezza solo il sogno azzurro, che diventa presto una utopia. Celebre la foto di una vittoria della Juventus del 1978 che consacrava un nuovo scudetto bianconera. Bettega esultava e dietro un disarmato Lippi assisteva ad una rete che per la squadra sampdoriana rappresentava la serie B. Proprio con le giovanili del club blucerchiato, comincia la sua carriera di allenatore, passata in gran parte fra i vari club minori d'Italia. Poi, nella stagione 1992-93, si segnala un buon campionato con l'Atalanta, quindi il sesto posto a Napoli ancora oggi ricordato fra gli enciclopedici tifosi partenopei.
Lippi sembra l’uomo giusto al posto giusto. E’ l’allenatore italiano che ha vinto tutto, perfetta per la squadra di Moratti che vuole conquistare il calcio internazionale. .
Lippi invece deve gestire una squadra con gravi problemi di spogliatoio,
di rapporti fra giocatori e società, nonché attriti all'interno dello
stesso team dirigenziale. Tutte problematiche che si riflettevano poi
sull'andamento del gioco e sui risultati. Nasce
un duro contrasto con tutta la squadra e specialmente con Roberto Baggio. Lippi lascia l’Inter sbattendo la porta con dichiarazione al “veleno” verso tutti i giocatori. Il futuro però è ancora bianconero. Ritorna alla Juventus nel 2001 vincendo due scudetti consecutivi nel 2001/2002 (strappandolo all' Inter ell'ultima giornata di campionato) e lo scudetto 2002/2003. Nel 2003-2004 si apre un stagione ambiziosa che alla fine porterà al secondo allontanamento di Lippi dalla Juventus. Una Juventus che subisce pesanti sconfitte e lascia troppo presto l’obiettivo dello scudetto e la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Milan ai rigori a Manchester sono le “colpe” per le quali Lippi viene di nuovo allontanato. Arriva
Capello ma è addio indolore per Marcello. Per lui è pronta la panchina
della nazionale, delusa dalla doppia debacle di Trapattoni ai mondiali e
in Coppa Europa. Lippi è orgoglioso del nuovo incarico, che accetta anche con una certa emozione. Due anni di intenso lavoro, in cui Lippi ha puntato a forgiare prima di tutto un gruppo di una forte personalità, dove tutti i giocatori sono protagonisti. Non vuole il campione su cui costruire una squadra, ma un vero club di ottimi calciatori, pronti ij qualsiasi momento a dirigere il loro reparto in maniera vincente. Arriva un risultato straordinario e storico: ai mondiali di Germania 2006 la nazionale di Lippi si laurea con grande merito Campione del mondo, per la quarta volta nella sua storia.
Il giorno dopo la vittoria, la clamorosa comunicazione che Lippi lascia la nazionale di calcio; i motivi non sono chiariti ma il vento dello scandalo Moggi-Gea sembra la causa principale. Tante offerte da club stranieri, ma dopo il parziale insuccesso di Donadoni all'Europeo del 2008, la federazione lo richiama rapidamente. Poi il record di partite senza sconfitte come ct, la qualificazione per i mondiali sudafricani, la doppia debacle con il Brasile, gli sfogi esagerati dopo la partita con il Cipro, tutto per rivederlo ancora protagonista della storia azzurra.
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