| GolCalcio.it |
|
|
Mazzola nella stagione 1970-71, quella del suo ultimo grande scudetto La coppia di sempre gioca anche insieme, eccoli nelle qualificazione per il mondiale del 1974
1974, Mazzola in Germania, uno dei pochi che ha giocato a grande livello |
LA VITA DI UNA "BANDIERA" DEL NOSTRO CALCIO Mazzola Due Il mondiale del 1966 e la fine dell'era Herrera, ma con Mazzola ancora protagoniste nell'Inter e in nazionale
Dopo la storica sconfitta del mondiale 1966, la nazionale viene affidata alla coppia Herrera-Valcareggi. Scontato la conferma, meritata , in azzurro di Sandro Mazzola. La formazione riesce a conquistare agevolmente la fase finale della Coppa Europa che si giocherà in Italia.Mazzola sarà decisivo con la maglia numero 9 nella partita contro il Cipro, realizzando una doppietta e andando a segno anche contro la Svizzera. Adesso Mazzola e Rivera possono anche giocare insieme. Lui centravanti, il rossonero regista. Nella semifinale contro l’URSS, l’Italia vince solo per sorteggio. Con Mazzola al centro dell’area di rigore avversaria, la squadra non morde e solo la monetina lanciata in aria ci consente la finale con la Jugoslavia. Valcareggi manda in panchina Sandro, lanciando la rilevazione del Varese Pietro Anastasi. La partita finirà 0 a 0 e la ripetizione vede il rilancio in azzurro dell’interista, questa volta come mezzala, il suo nuovo ruolo in nazionale. La vittoria è storia. L’Italia miete successi e si qualifica facilmente per la Rimet messicana. Come regista della squadra troviamo De Sisti, reduce dai successi con la Fiorentina. All’attacco Anastasi e poi Boninsegna sono ormai colonne azzurre, e rimane per Mazzola e Rivera un'unica maglia. Nasce la disputa fra le due prime donne del calcio. Rivera si sente in gran forma, ma Valcareggi, condizionato dalla presenza di Bonimba come punta, scegli Mazzola. La squadra azzurra nelle prime partite è alquanto sterile. Solo una rete, per una prima linea nettamente offensiva. Mentre nel ritiro azzurro serpeggiano ostilità, Rivera vuole rientrare in patria, con il match con il Messico nasce la famosa staffetta. Con Mazzola è solo 1 a 1, nella ripresa con Rivera si segna e si vince. Bis anche contro la Germania, ed è successo. Con il Brasile sembra ripetersi lo stesso copione, invece Rivera resta in panchina, entrando solo a sconfitta acquisita, creando il più grande “giallo” della storia della nostra nazionale. Nella stagione successiva,l’Inter conquista il suo scudetto, superando Milan e Napoli. Sono tornati i bei tempi con la guida di Invernizzi, e incomincia una nuova avventura in Coppa dei Campioni. Mazzola è protagonista.Storica la sfida con il Borussia, passata alla storia come “la partita della lattina”. Davanti a Mazzola, Boninsegna si accascia al suolo, colpito dal una “birra volante”; disordini, litigi e Prisco che richiede la ripetizione del match, sfoggiando la sua immensa personalità di legale. L’incontro si ripete è l’Inter vince. Sarà solo l’Ajax di Cruiff a fermare i nerazzurri in finale. Per Sandro un grande ritorno al livello mondiale, confermato anche dal secondo posto nel Pallone d’Oro di quell’anno, dietro ovviamente a l’olandese Giovannino. Intanto in Coppa Europa 1972 la nazionale viene eliminata dal Belgio, mentre ai mondiali in Germania partiamo sempre come favoriti. Niente più rivalità con Rivera, che possono giocare insieme. Ma un’altra debacle si scatena sulla nostra squadra. Mazzola è uno dei più generosi. Rischia di far vincere da solo la partita contro l’Argentina, supera tutti anche il portiere ma a porta vuota un zolla di terra devia la palla fuori. Italia-Polonia è la sua ultima maglia azzurra. Finisce l’era di Valcareggi e di tutti gli eroi di quel periodo. L’Inter della seconda metà degli anni settanta non lotta mai per il titolo, viaggiando sempre in posizione di retrovia.Nel 1976/77 ultima stagione per Sandro Mazzola che lascia il calcio giocato per diventare dirigente nerazzurro. Anni di discussioni e soddisfazioni e poi l’abbandono della sua squadra per un ritorno nel Torino di suo padre. Dopo qualche stagione da dirigente granata, Mazzola lascia definitivamente il calcio, anche quello giocato dietro una scrivania. Inizia la carriera di commentatore sportive e di cronista delle partite della nazionale. Per lui la soddisfazione non piccola di raccontare Italia - Germania del 2006 e toccare una grande felicità nella vittoria negli stessi mondiali, mischiando con la sua voce unica ed inconfondibile ricordi del passato ed emozioni del presente. |