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RICORDIAMO LA PRIMA VITTORIA DEL MILAN NELLA COPPA INTERCONTINENTALE

LA BATTAGLIA DI BUENOS AIRES

Il calcio lascia il posto alla violenza in una delle partite più "cattive" della storia

Sette anni dopo la prima finale intercontinentale con il Santos, persa con molta sfortuna nell'incontro "bella", il Milan ritenta la vittoria mondiale contro i campioni argentini dell'Estudiantes La Plata. Il Milan è ormai una squadra collaudata, all'apoteosi di un periodo che lo vede protagonista del calcio mondiale. La vittoria nella Coppa delle Coppe del 1968 e la conquista contemporanea dello scudetto. Poi una Coppa Campione eccezionale superando a Madrid un Ajax con un giovane Cruyff.

La squadra che affronta nella doppia finale i campioni argentini dell'Estudiantes non presenta grandi novità rispetto a quella campione d'Europa. In difesa manca Trapattoni ed in panchina siede vicino a Rocco una giovane speranza, Rognoni, un calciatori che fisicamente ricorda non poco il suo gemello Pierino Prati.A Milano i rossoneri dominano nettamente l'incontro con un netto 3 a 0 risultato troppo addirittura troppo esiguo considerando il divario tecnico delle due squadre.

Una tripletta tutta straniera con rete di Sormani  dopo pochi minuti. Su un'azione travolgente di Prati, ecco un cross che il brasiliano insacca di prepotenza con un preciso colpo di testa. Poi doppietta di Combin che trasforma il ritorno come una semplice formalità. Dopo due settimane tutto diventa scenario di una delle partite più violente della storia del calcio. La squadra di Rivera entra in uno stadio che è diventato un autentica bolgia. Dopo le foto di rito Rivera e compagni lanciano fiori alla tifoseria avversaria, in segna di amicizia. Dagli spalti gli ultras argentini rispondono con un fitto fuoco di lancio di sassi. Il clima sembra quasi segnato, il calcio lascia spazio alla violenza micidiale degli argentini.

Anche lo stesso Rocco comincia ad avere paura; l’elenco delle “vittime” comincia con Malatrasi, stesso da un entrata degna del codice penale. Al suo posto entra Maldera. Rocco lo obbliga a mantenere una dura marcatura sul suo giocatore, Madero. Invece ecco Maldera girare quasi alla larga dall’attaccante argentino. Rocco lo richiama, ma la risposta è impressionante. Madero è armato di uno spillone, un ago gigante con il quale ha gia “punto” il giovane difensore rossonero.  Arrivo anche una pestata a Rivera, che lo lascia out per diversi minuti.

                 

Dopo è il turno di colpire i due attaccanti, Combin e Prati in una partita che giocata in Argentina fu ricordata come la “battaglia di Buenos Aries; una cruda e gratuita violenza caratterizzò quella finale e fu proprio Combin, visto con l’occhio del traditore, il principale obiettivo di tanta cattiveria; infatti un colpo terribile lo portò alla frattura del setto nasale. Svenuto lasciò in barella il campo di gioco per poi essere arrestato a fine partita dalla polizia locale con l’accusa di diserzione del servizio militare. Sordillo e altri dirigenti passarono l’intera notte per convincere le pubbliche autorità a lasciare libero il calciatore, considera la sua cittadinanza francese. Dopo il vantaggio di Rivera, la partita si chiude con i due gol degli argentini. Il regolamento è cambiato e in caso di parità vale la differenza reti che premia meritatamente gli uomini di Rocco. Il Milan è campione del mondo, ma in uno spogliato che sembra un ospedale non si festeggia.  

Nelle foto : In alto Rivera al ritorno a Linate; al centro : La rete di Sormani nel disegno di Silva; Sotto : Combin visibilmente ferito mostra la coppa e la formazione del Milan prima della partita di ritorno