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LE GRANDI SQUADRE DELLE OLIMPIADI

UNGHERIA

Tre titoli olimpici, il primo nel 1952 con i campioni della Honved; poi due vittorie consecutive nel 64' e 68'

Il calcio del mondo parla la lingua dell’est, almeno alle olimpiadi. Infatti inizia un lunghissimo periodo dal 1952 fino al 1980 dove le squadra "dilettantistiche" di Ungheria, URSS, Jugoslavia, Polonia dettano legge. Del resto l’organizzazione olimpica chiede squadre dilettanti, frenando e limitando le autentiche forze sportive mondiali, prima fra tutte proprio l’Italia.

Scendono in campo quindi le stesse nazionali maggiori dei paesi dell’est, con calciatori che hanno giocato la coppa del mondo e la coppa campioni contro squadra giovanile di paesi professionisti. Solo in questi ultimi anni con l’autorizzazione anche di giocatori professionisti che l’esito del calcio olimpico e radicalmente cambiato, presentando una vera visione del calcio internazionale. Nel 1952 la prima grande squadra che detta legge è l’Ungheria, la stessa che due anni più tardi sarà la vincitrice "morale" della Rimet svizzera vinta dalla Germania.

La rosa è costituita prevalentemente da giocatori della Honved , la squadra dell’esercito, ma la vera forza di quella squadra, oltre che tantissimi calciatori formidabili tecnicamente, era quella di creare una vera nuova tattica di gioco, rivoluzionaria e provocamene attaccante. La geniale invenzione fu quella di schierare l’interno destro Hidegkuti nel ruolo innovativo di centravanti arretrato a sostegno delle due punte, campioni dal calibro di Kocsis e Puskas. Si passava quindi dal normale sistema, schema in voga i quegli anni, ad una sorta di 3-2-3-2. Nel 1952 prevale al torneo calcistico olimpico segnando venti gol e subendone solo due.

 

Il debutto è il 15 luglio 1952 è la vittoria per 2-1 sulla compagine rumena. Sei giorni dopo un gol di Puskas e due di Hidegkuti "vendicano" la sconfitta del 1938 contro l’Italia. Gli azzurri che presentano all'attacco Pandolfini, vengono surclassati per 3 a 0 con due reti di Kocsis.

Il 24 luglio la Turchia viene sconfitta con il netto risultato di 7-1. I Magiari sono ancora le bestie nere della compagine svedese e quattro giorni dopo vincono per 6-0. E' la volta della finale. Il 2 agosto ad Helsinki ,Puskas e compagni superano per 2-0 la Jugoslavia vincendo la medaglia d’oro. E’ il primo di grandi eventi per il calcio magiaro che entra nella storia definitivamente pochi mesi dopo quanto il 25 novembre 1953 Puskas e compagni viola per la prima volta nella storia il Wembley Stadio, umiliando l’Inghilterra per 6 a 3.

La rivolta contro l' URSS e l’esodo di grandi campioni come Puskas fuori dalla patria, porteranno alla scomparsa di questa mitica squadra.

Le vittorie del calcio ungherese però sono sposta solo di pochi anni; infatti gli anni sessanta vendono una nuova generazione di ottimi calciatori che domineranno la scena internazionale; ecco le Olimpiadi del 1960 dove il centravanti è il simbolo del calcio magiaro di quel periodo: Albert, che si aggiudicherà nel 1967 il Pallone d’Oro,primo ed unico giocatore ungherese. La formazione è bellicosa in attacco e viene fermata nelle semifinali dalla Danimarca.

Per la medaglia di bronzo la squadra ungherese deve  proprio confrontare con  i nostri giovani azzurri che tentano di salire sul podio a distanza di 24 anni; ma la formazione che presenta giocatori come Rivera, Bulgarelli, Burgnich ,Trapattoni e Salvatore viene battuta dagli ungheresi per 2 a 1. I successi sono rimandati di solo quattro anni e anticipati e a Tokio nel 1964 arriva l'aspettata vittoria.

                          

L’Ungheria supera la Germania in semifinale e vince l’oro battendo in una partita all’insegna dell’est europeo la compagine Cecoslovacca per 2 a 1 con reti degli attaccanti Farks e Bene. Albert non è più di questa squadra, ma della prima formazione che qualche mese prima era arrivata terza all'edizione della Coppa Europa.

Il calcio magiaro conquista ancora una medaglia d'oro a Citta del Messico;  nelle semifinali  trova il Giappone, autentica sorpresa del torneo che vincerà il bronzo, ad essere superato dall’Ungheria per 5 a 0. Ancora un finale tutta "est" questa volta è la Bulgaria che deve soccombere per 4 a 1. Protagonista delle finale è Dunai, autore di una doppietta.  

Questa è l'ultima grande vittoria dell'Ungheria, che nel 1972 giungerà  nelle semifinali della Coppa Europa perdendo entrambi le partite; la semifinale con  l'URSS e la finale per il terzo posto con il Belgio. Pochi mesi più tardi arriverà alla sua terza finale olimpica consecutiva a Monaco contro la Polonia; verrà sconfitta per 2 a 1 lasciando il testimone di una ipotetica staffetta fra squadre dell'est alla nuova forte compagnie della Polonia, ultimo grande risultato di una delle più importanti scuole calcistiche di sempre.  Le modifiche al regolamento olimpico ed una mancanza di calciatori di spessore ridimensionerà questa squadra, protagonista mancata del calcio attuale.

foto : in alto la squadra del 1952, in basso una cartolina con la formazione del 1964 e la foto dei quella dei giochi del 1968