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Parola  con Nordhal prima di Milan-Juventus

 

La famosa rovesciata, fotografata in Fiorentina-Juventus del 1950

 

Parola con la maglia della Lazio nella sua ultima stagione da calciatore

 

IL PRIMO GRANDE DIFENSORE MODERNO

CARLO PAROLA

Nella Juventus vince due scudetti e titolare in nazionale gioca i mondiali del 1950. Acrobatico difensore, la sua rovesciata viene immortala sulle figurine Panini

Rimane uno dei più grandi centrocampisti sistematici del dopoguerra. Carlo Parola passa alla storia del calcio per tanti motivi. In prima battuta gli ricordiamo la sua eccelsa classe che lo rese il primo e il più forte libero dell’era moderna, quella della sua Juventus che in Italia adotta il sistema. Grazie ad una forte personalità crea il nuovo ruolo del difensore; non più ultima barriera prima del portiere secondo la concezione del metodo, ma dinamico calciatore pronto ad anticipare l’avversario e creando con lanci lunghi e precisi azioni che dando respiro al suo reparto, lanciavano un nuovo attacco.

Ogni domenica era lui il migliore in campo grazie anche alle sue notevoli doti acrobatiche; le sue rovesciate con le quali anticipava l’attaccante di turno, lo vedono letteralmente volare sulla testa degli avversari. Una di quelle, fotografate nel massimo momento dell’elevazione e del contemporaneo tocco di palla, sarà per sempre immortalate sulle bustine delle figurine Panini, come eterno simbolo del perfetto calciatore. La sua è una storia che nasce con la guerra, giocando inizialmente nella G.S. Fiat nel campionato 1939-40 per passare bianconero l’anno dopo.

La formazione della Juventus è in attesa di vincere uno scudetto da anni; ormai l’ultimo tricolore e quello del famose quinquennio, i troppo lontano da ricordare ma prima la guerra e poi il grande Torino fermano le ambizione di Parola e dei suoi compagni. Per Carlo le prima grandi soddisfazioni arrivano nel periodo post bellico ed infatti debutta in azzurro nella prima partita giocata a termine del conflitto. E’ una squadra che vede parecchi debuttanti, campioni ormai maturi che sono la guerra ha fermato ma pronti a ritornare al vertice con una maglia azzurra; in quella partita giocano per la prima volta in azzurro Sentimenti IV, Ballarin, Maroso e Castigliano. La squadra pareggia la Svizzera  ma  Parola viene confermato anche nei successivi incontri vincenti.

Ormai il suo modo di interpretare il ruolo moderno del difensore lo rendono uno dei calciatori più interessanti anche a livello internazionale al punto che il tecnico austriaco Rappan lo convoca per la selezione mondiale che deve incontrare il 10 Maggio 1946 la selezione della Grande Bretagna. Un autentica consacrazione del calcio internazionale.

Intanto il grande Torino cerca un derby anche in azzurro e Rigamonti diventa per Vittorio Pozzo l’alternativa al nostro Carlo. Purtroppo la disgrazia di Superga interromperà quella nuovo lotta per la maglia da titolare. Nella stagione 1949-50 arriva finalmente il tanto atteso scudetto che rivede Carlo Parola giocare sempre a grandissimi livelli ; per Pozzo nessun dubbio,nonostante che Tognon del Milan sia una grande alternativa al ruolo di stopper.

Pozzo lo porta ai mondiali del 1950 in Brasile, formando anche in nazionale la già collaudata coppia portiere - difensore con Sentimenti IV. La sconfitta iniziale con la Svezia, ricca di futuri campioni, ci elimina subito, concludendo in azzurro la carriera di Parola ma anche quella mitica di Vittorio Pozzo.

La Juventus comunque è sempre una squadra che lotta per il vertice e di grande tecnica guidata da Boniperti. Per Parola ancora uno scudetto nella stagione 1951-52. Giocherà nella Juventus ancora due anni, dove collezionerà in quindici campionati 318 presenze con 10 reti.

Concluderà la carriera nella Lazio l'anno successivo. Il grande amore che la "vecchia Signora" continuerà anche sulla panchina quasi venti anni dopo, quando creerà la Juventus degli anni settanta sostituendosi nel 1974 a  Vycpalek e vincendo uno scudetto e lasciando poi il posto a Trapattoni. Rimarrà sempre nella società come osservatore. Parola si spegna a Torino il 22 maggio 2000 a 78 anni.