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Pierino Prati, bandiera del Milan dal 1967 al 1974
Prati con la maglia della nazionale nella sua seconda partita in azzurro; Italia - Bulgaria 2 a 0 dove segnerà la prima rete. In nazionale giocherà 14 partite realizzando 7 gol
Compagni in azzurro e adesso nella Roma; Prati è insieme a De Sisti
LA TABELLA DI PIERINO PRATI
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PRATI, BOMBER NEL MILAN E NELLA ROMA PIERINO LA PESTE Una delle più forti ala sinistra di sempre, capocannoniere 67-68 Giovanissimo con le sue reti fa vincere tutto al Milan di Rocco e Rivera Signori e signore "Pierino la Peste", il bambino terribile del calcio italiano! Ecco Pierino Prati e mai appellativo, colorato e favoloso, è stato mai congeniale. Ragazzino cresce nelle giovanile del Milan e il suo maestro e quel Liedholm al debutto come allenatore. Il talento c’è e la grinta non manca. Del resto Prati è un calciatore dal fisico eccezionale e quella imprevedibilità in più che lo rende subito unico. A diciannove anni lo mandano a farsi le ossa nella Salernitana in C; 10 reti in 19 partite e promozione, non male. Poi Savona in B e sono 15 le reti. E il momento di ritornare nelle file del Milan e la prima stagione 1967-68 e il debutto nella massima serie avviene a S.Siro contro il Venezia; si vince e alla guida dei diavoli vi è Nereo Rocco. Subito a suon di reti è sua la maglia di attaccante per una stagione già mitica per un giocatore di ventidue anni; Prati e Rivera segna a ripetizioni e il Milan è primo in classifica e Pierino e "pestifero" anche negli stadi di tutta Europa. E’ protagonista in Coppa Coppe contro la Standard di Liegi, poi nelle semifinale affonda insieme a Sormani il Bayern di Monaco di Maier, Muller e Beckenbauer per 2 a 0 ed intanto anche Valcareggi si interessa a questo attaccante alto ed atletico. Convocazione in nazionale al posto dell’infortunato Riva e debutto importante nei quarti di finale della Coppa Europa; si sta perdendo malamente contro la Bulgaria per 3 a 1 ma a pochi minuti dalla fine Prati si inventa un gol tuffandosi a pelo d’erba rischiando di infrangersi sul palo della porta avversaria. Invece la palla va in fondo al sacco per una rete importante ed eccezionale. Al ritorno due settimane dopo il gol del vantaggio porta ancora la sua firma. Prati passa da un successo all’altro; ecco la conclusione del campionato e la conquista dello scudetto; per lui il titolo di capocannoniere con quindici centri. A completare un momento magico la vittoria in Coppa delle Coppe sull’Amburgo di Uwe Seller. Nella finale dell’Europeo gioca la prima partita ma ritorna l’ombra di un giocatore che condizionerà non poco il suo futuro azzurro : Gigi Riva che gli viene preferito per la seconda e vittoriosa finale sulla Jugoslavia. La stagione successiva è quella della Coppa dei Campioni; Prati ricorda con orgoglio la partita di ritorno contro il Celtic, squadrone che aveva due anni prima superato in finale l’Inter di Mazzola. Gli scozzesi erano imbattibili in casa e dopo uno 0 a 0 a S.Siro tutto sembrava compromesso, ma Prati si inventa in gol rubando palla a centrocampo e correndo da solo per 50 metri con tutta la squadra del Celtic che lo inseguiva per "stenderlo". Invece lui manda la palla in rete e quel gol sarà la sua firma per il passaggio del turno. Poi la finale al Bernabeu contro l’Ajax e per Prati tre gol per diventare l’unico giocatore e realizzare una tripletta nella finale di CoppaCampioni (clicca qui per la foto di due gol) passando da un tiro al volo dopo una corsa di trenta metri al colpo di testa in sospensione. Nel disegno di Silva uno dei suoi gol.
Il successivo successo nella Coppa Intercontinentale è da dimenticare visto che Prati esce questi subito per una commozione celebrale, vittima come tutti i giocatori del Milan della furia avversaria.Intanto la nazionale lo perde un poco di vista considerato il ciclone Riva e neanche viene convocato per il mondiale messicano. Poi l’infortunio di Anastasi e la sua richiamata insieme a Boninsegna. Nella prima partita di allenamento in terra messicana Valcareggi lo prova subito ma Prati non ha ancora assorbito il fuso erano e gioca in maniera spenta e discontinua; al suo posto viene provato Boninsegna che giocando ottimamente convincendo il c.t. per la maglia di centroavanti. Il suo ritorno in azzurro e per sostituire Riva dopo il grave infortunio in Coppa Europa contro l'Austria e il momento magico continua con ben 19 reti in campionato secondo solo al super-bomber Boninsegna, capocannoniere con 24 centri e scudetto. Gli anni successivi sono anni difficili, in azzurro Riva ed Anastasi tolgono ogni speranza di convocazione e il Milan è sempre protagonista ma i successi non arrivano e anche se il la sua squadra nel 1973 vince la Coppa delle Coppe e viene beffato a Verona per la conquista dello scudetto, Prati è ormai in partenza in una club dove Chiarugi e Bigon, insieme a Rivera sono i veri protagonisti dell’attacco. Viene venduto alla Roma e in panchina siede Scopigno e subito sembrano tornati i giorni migliori; nella stagione successiva la Roma viene allenata dal suo maestro Liedholm e Prati segna a ripetizione come ai bei tempi; Bernardini addirittura lo rispolvera per la nazionale post Riva-Rivera-Mazzola. Una grande soddisfazione che si concluderà con un ottimo terzo posta per i giallorossi e ben 14 sue reti. I successivi anni alla Roma non saranno così felici con poche presenze e poche reti nell’ottobre del 1977 viene venduto alla Fiorentina di Mazzone dove giocherà alcune partite. Poi tre anni in C2 con il Savona e infine un’amara avventura in terra americana a conclusione di una carriera di un grande campione, ma la "peste" ed i suoi gol rimangono per sempre. Anni dopo al debutto a S.Siro di Van Basten la stampa scrisse "...un giocatore così non lo si vedeva dai tempi di Prati". |