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ROSSI ED IL MONDIALE DI ARGENTINA 1978 ... E PAOLO DIVENNE PABLITO Capocannoniere del nostro campionato e protagonista indiscusso solo all'ultimo convince Bearzot che lo schiera titolare per un mondiale storico La favola di Paolo Rossi incomincia al termine di una
fantastica stagione con il LR. Vicenza,; il giovane talento di Prato, già
esploso in serie B, aveva portato la sua squadra ad un soffio da un
leggendario scudetto ed aveva vinto la
classifica dei cannonieri con ben ventiquattro reti. Paolo Rossi era l’uomo-nuovo del calcio italiano,
un giocatore dal fisico esile, ma dal grande senso del gol. Le sue reti
non erano frutto della potenza di un bomber, ma solo dell’abilità
dell’ultimo tocco decisivo nella rete avversaria. Era lì sui calci
d’angolo, sulle respinte del portiere, sull’errore del difensore,
pronto con la sua furbizia a metterla dentro. Semplicità e genio insieme. Aveva debuttato in nazionale, due sole presenze dove non aveva brillato come in campionato; una vittoria in Belgio con rete di Antognoni, ed una sconfitta in Spagna per 2 a 1. Nessuna rete e Bearzot non vedeva in lui il titolare per gli imminenti mondiali argentini. Davanti quel Ciccio Graziani che era da anni protagonista dei cannonieri del nostro torneo, bomber di razza e fisicamente l’opposto del nostro Paolo.
Paolo è protagonista della scena; dopo lo scudetto
sfiorato, eccolo pronto alla sfida del calcio mercato con l’offerta alle
buste considerato che è in comproprietà con la Juventus. Farina,
presidente del Vicenza, offre la cifra esorbitante di due miliardi che
sbaraglia l’esile proposta della Juventus, stranamente non molto
interessata; Boniperti si era fermato a soli 800 milioni. Si arriva alla partenza per l’Argentina e Bearzot
ha chiara la formazione degli azzurri; i nostri primi avversari sono i
francesi di quel Michel
Platini che aveva già messo in difficoltà la nostra difesa in un’
amichevole a Napoli giocata a febbraio. Dopo giocheremo con l’Ungheria,
squadra ostica dell’est e infine con i padroni di casa dell’Argentina. La stampa italiana preme per Rossi, considerando
anche un opaco fine campionato di Graziani ma Bearzot vuol il granata titolare, e la notizia di
Rossi in panchina viene vista dai giornalisti francesi come un “grande
regalo”. Alla fine il tecnico friulano non farà questo presente ai
cugini transalpini e come un vero “colpo di scena” Paolo gioca si dal
primo minuto del mondiale. Tutto sembra la trama di un giallo; dopo pochi
secondi la Francia passa in vantaggio, ma l’Italia con Causio e Bettega
non demorde e si arriva al pareggio. E Paolo il “salvatore della
patria” segnando un gol proprio alla Rossi, dopo una serie di rimpalli
che tolgono il fiato. Si vince e giochiamo contro l’Ungheria; Paolo diventa sempre più padrone del gioco e realizza la rete del vantaggio contro i magiari, riprendo una stentata parata del portiere avversario ed infilando in rete.
Il temuto girone dell’Italia in pochi giorni è
“domato” e gli azzurri vengono visti già come una delle formazioni
candite al titolo finale. La partita con l’Argentina, che qualche mese
prima era la nostra ultima chance, diventa quasi una formalità,
addirittura una sfida per dimostrare la grandezza della nostra squadra.
Così avviene e Rossi e protagonista della rete realizzata da Bettega,
inventandosi una triangolazione attivata da un suo colpo di tacco. Le
prodezze di Paolo aumentano sempre di più. Le speranze di rivedere l’Italia in finale dopo otto anni ormai sono diventate quasi una certezza. L’Argentina è stato sconfitta e la Germania, il Brasile e l’Olanda non sono più le formazioni zeppe di campioni di quattro anni prima. La stanchezza comincia a farsi sentire con i tedeschi, dove in una giornata nebbiosa Rossi e compagni sbagliano gol quasi fatti. L’Italia perde i colpi ma con l’Austria ecco che lo spirito di Paolo ritorno ad essere decisivo.
Viene superato da un
difensore ma lui insiste nel suo duello e infila una zampata che beffa
anche il portiere in uscita. La sia prodezza è sufficiente a superare gli
austriaci! Le speranze si sono riaccese ma per la finale bisogna solo
battere l’Olanda, e non è poco.
Rossi si perde nella sfortuna di una partita segnata
e cade nella trappole storiche del fuorigioco olandese. Il gigante delle
partite precedenti diventa un giovane ragazzo sperduto nei campi di
tulipani fatte dalle maglie arancioni. L’amarezza della sconfitta e tanta , ma ci
giochiamo il terzo posto con il Brasile, un risultato insperato per una
squadra che un anno prima vedeva la qualificazione per la fase finale
quasi come una utopia. L’Italia e a pazzi; stanca, con infortunati e
squalificati, Bearzot si inventa una squadra che mai avrebbe pensato.
Rossi capisce che il suo talento può fare a ancora la differenza e gioca
a tutto campo trasformandosi anche in ala; suo il cross per la testa di
Causio ed ecco una rete che offende il grande Brasile. Poi ancora tiri da lontano e fine del mondiale. L’Italia e solo quarta, l’Italia è grande quarta e Rossi torna in Italia da vincitore, gioia e amaro in bocca ma la favola di Pablito è veramente cominciata. foto : in alto il gol di Rossi contro la Francia, al centro contro l'Ungheria, in basso contro l'Austria |