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Savicevic con la maglia del Milan con la quale vincerà tre scudetti

 

Nel Milan 144 presenze e 34 reti

SAVICEVIC, PROTAGONISTA DEL MILAN ANNI NOVANTA

IL GENIO

Vince la Coppa dei Campioni con la Stella Rossa di Belgrado e viene acquistato dal Milan guidato da Capello dove vincerà tre scudetti e il suo secondo titolo europeo

Nasce a Podgorica il 15 settembre de 1966 ; la sua prima grande squadra è il Budconost Titograd dove gioca  dal 1982 al 1988,  fino a quando la dalla Stella Rossa di Belgrado lo acquista come giovane promessa del calcio jugoslavo. Savicevic dimostra subito la sua innata tecnica, elegante e potente allo stesso tempo e diventa  protagonista di quella favolosa compagine della Stella Rossa che si aggiudica la Coppa Campioni 1990-1991 superando ai rigori nella finale di Bari il Marsiglia di Papin. La formazione dei campioni di Europa  presenta dei nomi che diventeranno poi famosi a livello internazionale; oltre a Savicevic ecco Pancev, Jugovic e Sinisa  Mihajlovic.

Il protagonista comunque indiscusso di quella formazione rimane comunque Saviceciv che arriva anche secondo nel Pallone d’Oro per un soffio, secondo solo a Jean Pierre Papin. A dicembre, sempre con la squadra Stella Rossa, vince anche la Coppa Intercontinentale.


L’anno successivo approda al Milan sotto la guida di Fabio Capello, squadra che ha dominato ampiamente la scena calcistica italiana, europea e mondiale di quegli anni. Nella squadra rossonera giocherà per ben 6 stagioni, dal 1992 al 1998. Il suo esordio in Serie A è datato 13 settembre 1992.

Il suo inserimento nella compagine rossonera non sarà immediato; del resto la prima linea del Milan presenta giocatori dal calibro di Ruud Gullit e Marco Van Basten.

Savićević fatica ad inserirsi negli schemi della squadra e spesso sembra un giocatore inconcludente, spaesato che non trova una giusta collocazione nel campo di gioco.

Per qualcuno nascono i primi dubbi sul neo arrivato anche se nelle poche occasioni in cui è chiamato in causa non manca di mettere in mostra la sua classe, come nel caso della doppietta decisiva per la vittoria casalinga messa a segno contro la Fiorentina.

 

Nella stagione successiva le cose cambiano e la tecnica del giocatore lo rende subito protagonista in campionato  Capace di grandi giocate e dribbling, per la sua notevole fantasia viene ribattezzato “il genio” e il “genio” conduce i rossoneri alla famosa finale di UEFA Champions League  del 1994 giocata ad  Atene.

L’avversario si chiama Barcellona allenato da Cruyff con in attacco i più forti giocatore del momento che sono Romário e Stoičkov.

Sembra quasi impossibile superare la compagine spagnola, ma la partita avrà un esisto opposto, addirittura impensabile per il più ottimista tifoso rossonero;  sarà un 4 a 0 con la famosa rete firmata da Savicevic del 3-0 realizzata con un pallonetto di sinistro da posizione impossibile, con il pallone che supera uno stupefatto Zubizarreta.

Segna il suo ultimo gol in maglia rossonera l’8 gennaio 1998 nel derby di andata contro l’Inter, valido per i quarti di finale di Coppa Italia 1997/1998 e che si chiude con lo storico punteggio di 5-0 per il Milan. Chiude l’esperienza milanista con un bilancio totale di 144 presenze e 34 gol e con un palmeris di tutto rispetto : 3 Scudetti, 3 Supercoppe di Lega, una Coppa dei Campioni e una Supercoppa Europea.
Dopo essere stato inattivo dal giugno 1998 al gennaio 1999, gioca per cinque mesi nella Stella Rossa, dove aveva iniziato la carriera. Con la squadra di Belgrado gioca 3 partite, prima di disputare le sue ultime due stagioni ,dal 1999 al 2001, nel Rapid Vienna, il suo ultimo club prima del ritiro, avvenuto anche a causa di alcuni problemi fisici.