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IL MASTINO TEDESCO DEL CALCIO ITALIANO

KARL SCHNELLINGER

Mantova, Roma e nel Milan di Rocco, ha giocato quattro mondiali ma tutti lo ricordano per il gol del pareggio di Italia - Germania 1970

Karl Schnellinger nasce a Duren, vicino Colonia il 31 marzo 1939. In famiglia nessuno si è mai occupato di calcio, nemmeno come tifoso, ma la passione del giovane ragazzo biondo è così forte che lo porta subito ad imporsi nella squadra locale. Si mette subito in luce in questo club di seconda divisione e il passaggio al Colonia è cosa fatta. E’ un difensore grintoso e si aprono la porte delle nazionale che lo convoca per mondiali del 1958. Gioca e studia ed infatti per diversi anni frequenta la scuola italo tedesca imparando la  nostra lingua, un segnale del destino per la sua famosa carriera.

Il Colonia di quel periodo è una squadra leader del campionato tedesco che lotta sempre per il titolo nazionale che vince nel 1962. Intanto diventa una colonna della nazionale arrivando a conquistare la maglia di titolare in una formazione dove già brillano le stelle di Haller e Seller.

A soli ventitre anni è convocato per il suo secondo mondiale e avviene il primo incontro con il calcio italiano.Infatti gioca contro l’Italia nella partita della prima fase della Rimet, in un incontro che terminerà a reti inviolate. Comincia ad essere contattato da diversi osservatori di squadre italiane, ma Karl si rileva scettico verso il nostro calcio “ Dalle mie parti dicevano che il calcio italiano non era una cosa serie! Tante parole ma pochi soldi, poi venendo in questo bellissimo paese mi sono ricreduto.”

Finalmente Marini Dettina  lo convince a firmare un contratto per il Mantova. Karl è un giocatore dai mezzi atletici eccezionali e dal carattere di ferro. E’ il precursore del moderno difensore di fascia, famoso per le volate che faceva sull’out sinistro che si concludevano con un cross nell’area avversaria. L’anno successivo gioca nella Roma di Lorenzo, e per la grande grinta viene ribattezzato dalla curva sud “Il cane”. Il giocatore mordeva letteralmente gli attaccanti avversari, conquistando la personalità di un autentico mastino e vincendo la Coppa Italia a fine stagione superando nella doppia finale il Torino.

Nel 1965-66 gioca nel Milan, quella che sarà la squadra che lo consacrerà terzino di livello internazionale. E’ un campionato sottotono ma si rifarà nei mondiali arrivando con la Germania fino alla finalissima persa in maniera molto discutibile con i padroni di casa inglesi. Intanto il Milan di Rocco grazie ad una difesa rinforzata dal giocatore tedesco sta per diventare una grandissima squadra. L’anno successivo vittoria in Coppa Italia e poi scudetto e Coppa delle Coppe. Nel 1969 la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale sempre con il baluardo Karl in difesa pronto a spazzar via l’area da ogni pericolo. La personalità del terzino ormai cresce e diventa un giocare utile in ogni circostanza. Il pubblico di S.Siro crea nuovo soprannomi. Arriva “Panzer”, poi “Vols-wagen” e infine grazie a Rocco che simpaticamente storpia in mille modi il suo cognome viene italianizzato come “Carletto”.

Nel 1970 uno dei giocatori stranieri più amati del nostro calcio infligge nella mitica semifinale messicana quel gol-beffa che porterà a giocare gli storici tempi supplementari.“Diedi agli sportivi italiani un grosso dispiacere; segnai per la Germania, ma i tifosi italiani mi voglio bene e pur soffrendo capiranno che avevo fatto il mio dovere  e nulla più! Quella fu una partita più bella e commovente della storia Rimet che fece tremare d’emozione gli sportivi sia italiani che tedeschi e sono molto fiero di aver partecipato ad una delle più vere pagine dello sport”. 

Un dispiacere che i tifosi italiani gli perdoneranno subito. Karl continua a mietere successi con il Milan vincendo ancora due Coppa Italia ed una Coppa delle Coppe. A trentaquattrenni lascia il posto da titolare nel Milan e gioca solo 19 partite nella sua ultima stagione.Lascia il calcio ma il grande amore per il nostro paese lo convince a rimanere a vivere in Italia.

foto : in alto con la maglia della Roma; al centro il famoso gol del pareggio di Italia - Germania Ovest del 1970

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