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Van Basten vincitore per tre volte del Pallone d'Oro
Lo sfortunato mondiale in terra italiana
Van Basten durante la cerimonia d'addio al calcio allo Stadio di S.Siro CLICCA QUI PER LA PRIMA PARTE DELLA BIOGRAFIA SU VAN BASTEN
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SECONDA PARTE SU MARCO VAN BASTEN Il Canto Del Cigno Ancora Pallone d'Oro ma un crudele destino frena la carriera del campione olandese Con la vittoria in
Coppa Europa è ormai cominciata
l’era dell’Olanda e del suo Milan. Al termine della stagione ecco arrivare il secondo Pallone d’Oro, e sempre sono tre i milanisti ai primi posti della classifica; questa volta sul secondo gradino non vi è Gullit ma il leader Franco Baresi. Molti tifosi non digeriscono questa classifica, considerato l’impegno e la personalità del capitano del Milan che dimostra ancora grande signorilità affermando che era un “onore arrivare secondo dietro ad un giocatore come Van Basten”. Il 1990 è l’ anno della Coppa del Mondo e non solo. Infatti il Milan bissa la Coppa dei Campioni superando il Benfica e vince la Coppa Intercontinentale battendo l’Olimpia di Assuncion. In campionato il Napoli si “riprende” lo scudetto perso l’anno prima e per Van Basten la grande consolazione della vittoria nella classifica dei marcatori con 19 reti. Anche grazie a questo risultato l’Olanda parte con i requisiti di essere protagonista della fase finale della competizione iridata giocata nel nostro paese, invece stenta e viene mandata a casa …ancora dalla Germania. Nonostante i successi con il club, la giuria del Pallone d’Oro “misura” esclusivamente con il parametro della Coppa del Mondo d eccola premiare il capitano tedesco Brehme. La stagione successiva è quella dei veleni; si accende una polemica fra Sacchi e Van Basten, autore in campionato di solo 11 reti. I toni sono ormai accessi che Berlusconi deve scegliere uno dei due; la scelta cadrà sulla punta e per Sacchi si aprono le porte della nazionale azzurra. Al suo posto arriva Fabio Capello, a lui il compito di ripetere le gesta di una squadra non più giovanissima. Invece inizia un mitico ciclo. Campionato 91-92 e Van Basten ritorna leader della squadra con 25 reti sulle 74 realizzata dall’intera squadra che vince lo scudetto, il primo dei quattro della gestione Capello, senza perdere una partita! All’europeo del 1992 però il bomber delude le aspettative, sbagliando anche un rigore decisivo contro la Danimarca, che poi vincerà il titolo, nella partita di semifinale. Dopo una debacle ancora una grande impresa; nella partita di CoppaCampioni contro il Goteborg, Van Basten realizza tutte le quattro reti dell’incontro e specialmente una rimarrà negli archivi della storia del calcio; l’immancabile rovesciata in acrobazia che scrive ancora una pagina di grande calcio. Le prodezze portano ancora ad infiammare la giuria del Pallone d’Oro che lo consacra per la terza volta il migliore giocatore d’Europa. Solo altri due calciatori, Cruyff e Platini, hanno vinto tre volte il Pallone d’Oro. Incomincia però una decisiva fase drammatica per Van Basten; alla tredicesima gornata di campionato contro l’Ancona Van Basten si fa male alla caviglia. Dopo un lungo calvario ritorna per la finale contro il Marsiglia, in una squadra che ha appena vinto il campionato. In un macht sfortunato Van Basten sarà solo spettatore di una sconfitta per 1 a 0. Dopo incomincia una serie di interventi e tentativi di recupero fatto di campionati saltati ed ritorni rinviati.Dopo due anni di partite non giocate, nel 1995, a solo 31 anni, Marco decide di lasciare il calcio e per lui il saluto malinconico durante la partita del Trofeo Berlusconi, dove saluta il pubblico ormai come un attore che non appartiene più a questo bellissimo teatro. Il suo bilancio è lusinghiero: come goleador nel Milan 90 gol in 147 partite di campionato e ben 122 reti in 197 incontri. Pochi anno vinto come lui: in Olanda quattro volte vincitore della classifica dei cannonieri, tre campionati, tre coppe ed una Coppa delle Coppe. Con il Milan tre scudetti, due Coppa dei Campioni, due Supercoppe Europee, due Coppe Intercontinentali, due titoli di capocannoniere. E’ stato vincitore di una Scarpa d’Oro nel 1986 e, ovviamente, del titolo europeo con l’Olanda.
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