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George Weah, nel Milan 2 scudetti , 114 partite e 46 reti realizzate
Due simboli del Milan, Maldini e Weah
Prima del Milan successi in Francia con il Monaco e il Paris S.Germain.
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IL PIU' GRANDE CALCIATORE AFRICANO GEORGE WEAH Dalla Liberia al campionato francese e ai successi nel Milan per il primo "Pallone d'Oro" non europeo George Weah, il gigante negro dalle poche parole ma dalla forza sorprendente. Appena si ascolta il suo nome la nostra mente torna rapidamente al veloce gol realizzato contro il Verona; una autentica attraversata fatta di tecnica e di astuzia, una specie di rullo compressore che macina tutta la metà campo avversaria e realizza un gol da cineteca. Weah era però molto di più; nasce da una famiglia povera a Monrovia, in Liberia il 1° ottobre 1966 e sogna il posto di operatore telefonico. Per fortuna il calcio è il suo talento e la sua fortuna. Comincia a giocare in diverse squadre del suo paese partendo dalle serie minori fino alla serie A con il Invino.Eleven Poi addirittura nel campionato del Camerun con i Tonnerre Yaounde. E’ il 1988 ed è il suo trampolino di lancio; infatti questo torneo è seguitissimo dai tecnici francesi in cerca di nuovo talenti e gli scout del Monaco lo acquistano vedendo in lui già le doti per farlo diventare un fuoriclasse. Ha un fisico eccezionale, altezza 1.84 cm per 82 chilogrammi e la potenza non gli manca. I risultati si vedono subito ma sarà solo quattro anni più tardi, dopo aver segnato 47 reti con la squadra monegasca, nel Paris Saint Germain che avverrà la grande consacrazione; Weah è grande protagonista di un titolo di nazionale e due coppe di Francia. Ormai è uno dei calciatori più apprezzati d’Europa e le immagini dei suoi gol girano tutto il mondo. Il 1995 è l’anno della grande consacrazione internazionale. Per la prima volta il Pallone d’Oro estende la sua normativa non solo a calciatori europei ma a tutti gli atleti che militano in squadre europee a prescindere dalla nazionalità. E per lui questa regola visto che la stampe internazionale lo giudica a maggioranza assoluta il miglior calciatore della stagione. Dietro di lui due autentici campioni come Klinsmann e Litmanen. Un Milan che ha perso una finale in CoppaCampioni lo compra subito e inizia un sodalizio che durerà per cinque stagioni, fino al 2000. La tifoseria ama questo calciatore dove umanità e simpatica si uniscono ad una tecnica naturale; non è una forza della natura, non vi è la giungla nel suo calcio ma solo il talento! Il Milan anche di Weah vince due scudetti, contando 114 presenze e 46 gol e sotto la guida di Zaccheroni il liberiano acquista sempre più fiducia e diventa protagonista del titolo della stagione 1998-99.Nella stagione 1999-2000 Weah, non più giovanissimo, viene rilegato in panchina dallo stesso Zaccheroni in un momento di forte crisi della squadra che non riesce a continuare i successi della passata stagione. Ormai viene considerato troppo vecchio per un ruolo di attaccante che aveva ricoperto egregiamente per anni. Nella rosa degli attaccanti vi sono Bierhoff, Leonardo, Serginho e poi è arrivato un giocatore di sicuro avvenire…Shevchenko! Viene ceduto al Chelsea, l’ambiziosa squadra di Vialli e Zola. Il campionato britannico sempre cucirsi a pennella sulla sua potenza, e vince una mitica Coppa d’Inghilterra. Torna rossonero solo per qualche partita, ma ormai il suo tempo in Italia è trascorso. Weah vuole giocatore in Inghilterra e il suo desiderio si esaudisce nel Manchester City. Il grande club pretende troppo da lui e dopo qualche deludente partita lo spedisce rapidamente in Francia all’Olympique Marsiglia. E’ il suo canto del cigno, ormai ha trentasei anni e segna i suoi ultimo gol proprio con questo numero sulla maglia contro la sua ex squadra del Monaco. La sua chiusura di carriera e marcata Stati Uniti, per racimolare quel poco che il mondo del calcio è pronto a concedergli. Tornato in Liberia è un vero e proprio eroe nazionale, sicuramente il personaggio che rappresenta questo sconosciuto stato africano agli occhi del mondo. Nel 1998 la stampa africano lo definisce il “miglior calciatore africano” del secolo. Il suo amore con il calcio non finisce e collabora attivamente con la nazionale e con la federazione del suo paese per un rilancio mondiale della mitica nazione liberiana. Sicuramente di Weah ne sentiremo ancora parlare. |